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Previsioni sensate sul Capitale Umano? Niente sfere di cristallo, ci pensano i dati.

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Piaccia o meno, l’era dei dati sta cambiando il modo in cui le aziende prendono decisioni sulle persone. E questa trasformazione non riguarda solo i processi gestiti dalle HR, ma ha forti ripercussioni sul cuore stesso del business. Cosa fare? Beh, come sempre è meglio non perdere tempo, ma venire subito a capo degli aspetti sui quali investire. Ad esempio, ecco cinque tendenze nell’ambito delle HR Analytics individuate da Forbes da tenere d’occhio quest’anno.
E se vuoi approfondire direttamente il tema, segna in agenda la data del 25 Gennaio e collegati dal tuo pc al Webinar di Iconsulting sul tema HR Analytics: dati e modelli per una gestione strategica delle risorse umane.

1. Nella guerra dei talenti, schiera un’esercito di Advanced Analytics

In un’epoca di digital disruption, nuovi tipi di lavoro (come il “social media director” o il “programmatic advertising manager”) sono in continua crescita. Ciò significa che misurare il successo del reclutamento in base al numero di ruoli ricoperti rischia di diventare un esercizio abbastanza inutile. Nel 2018, le organizzazioni in grado di identificare le competenze specifiche di cui hanno bisogno – non solo le skills richieste per coprire determinati ruoli – potranno dire di avere la vera carta vincente nella “guerra per i talenti”. L’analisi dei Big Data si è evoluta al punto in cui è ora possibile elaborare piani di assunzione basati su specifiche attività lavorative e attributi dei migliori performer. Quelle imprese che possono reclutare in base al giusto mix fra adattamento e competenze otterranno le migliori assunzioni.

2. Un robot per collega? E’ una questione (complicata) di costi

Quest’anno, le organizzazioni continueranno a cimentarsi con una domanda: se assumere più persone o implementare più automazione.
Secondo un rapporto di McKinsey & Company, ci sono molti fattori da considerare oltre alla fattibilità tecnica quando si affronta questa questione, compreso il costo del lavoro e le relative dinamiche di domanda e offerta. “Se i lavoratori sono in quantità abbondante e molto meno costosi dell’automazione, questo potrebbe essere un argomento decisivo contro di essi”, sostiene il rapporto.
Nel 2018, i leader delle risorse umane orientati ai dati, lavorando a stretto contatto con i dirigenti di linea, saranno nella posizione migliore per comprendere appieno quando il lavoro umano è più produttivo e/o economicamente più vantaggioso della tecnologia.

3. Chi va, chi resta? Te lo dice il deep learning

Quest’anno, previsioni più accurate – rese possibili dal deep learning – renderanno più facile far corrispondere la domanda di lavoro all’offerta. Attualmente le tecnologie predittive si basano su regressioni o modelli statici, anziché sull’apprendimento automatico (che si riferisce al processo di inferenza dello sconosciuto basato su modelli in dati storici). Procedendo in questa direzione, ben presto gli algoritmi, che si basano su dati generati da diversi livelli di apprendimento automatico, saranno ben 17 volte più accurati.

Più organizzazioni useranno questi sistemi per fare previsioni sulla forza lavoro. Prevedendo quando, quanti e quali dipendenti possono lasciare, ad esempio, le imprese saranno meglio in grado di pianificare l’assunzione.

4. L’insostenibile immisurabilità della formazione ha le ore contate


Misurare come l’apprendimento e la formazione influiscano sui risultati di business è ancora una sfida: secondo un rapporto dell’Associazione per lo sviluppo dei talenti, solo il 15% dei professionisti dello sviluppo dei talenti misura il ROI di qualsiasi programma di apprendimento. Nel 2018, però, più organizzazioni si troveranno “costrette” a farlo. Con le nuove soluzioni Big Data – piattaforme pre-costruite con le best practice del settore – i professionisti dello sviluppo dei talenti possono collegare le risorse umane e i sistemi aziendali necessari per rendere più veloce e più facile l’analisi dei dati di apprendimento.

5. Non solo frigoriferi intelligenti con “l’Internet Of Teams”

Un’utile fonte di dati IoT per i datori di lavoro nel 2018 saranno badge sociometrici, dispositivi indossabili dotati di sensori che misurano le interazioni tra i membri del team. Come spiegato dallo studioso del MIT e dall’imprenditore seriale Alex (Sandy) Pentland, intervistato anche da Better Decisions in occasione del Better Decisions Forum 2015, il giusto tipo di flusso di idee (in particolare attraverso l’interazione faccia a faccia) rende le squadre più intelligenti.
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Chi è Doctor Data?
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