Il Servizio Statistica della Provincia di Rimini ha, tra i suoi compiti istituzionali, quello di supportare l’azione di programmazione e di governo dell’ente locale con un’attività permanente di analisi dei fenomeni che impattano sul tessuto socio-economico del territorio, caratterizzato da una popolazione di circa 320mila persone residenti in 27 comuni. A questo scopo, il Servizio coordina il sistema degli Osservatori provinciali, che monitora lo stato e l’evoluzione dei fenomeni in relazione a una pluralità di tematiche, dalla demografia alla mobilità, dalle attività produttive alle problematiche di genere, dall’istruzione alla sanità.
Uno strumento di conoscenza per supportare l’azione di governo
Con l’evolvere delle necessità operative e delle competenze acquisite dall’amministrazione, il sistema degli Osservatori si è via via trasformato in una leva strategica per rispondere ai bisogni dei cittadini e delle imprese e per svolgere un’efficace azione di governo. “Il sistema degli Osservatori – afferma Rossella Salvi, Responsabile del Servizio Statistica della Provincia di Rimini – rappresenta oggi uno strumento strategico a disposizione dell’Amministrazione Provinciale per organizzare e qualificare gli elementi di conoscenza a fondamento delle scelte di governo. Nello stesso tempo, risponde anche a una pluralità di esigenze espresse dagli enti territoriali, che da un lato hanno sempre più bisogno di acquisire conoscenze per la loro attività di programmazione e dall’altro intendono soddisfare le richieste di partecipazione e di trasparenza espresse dai soggetti sociali”.
Analisi geospaziali e interdipendenze tra fenomeni
Per fondare il sistema degli Osservatori su un substrato di intelligence analitica e dotarsi di un assetto organizzativo capace di soddisfare con continuità le richieste informative, il Servizio Statistica, in collaborazione con Iconsulting, partner di SAS, si è affidato alla tecnologia SAS per realizzare una soluzione di Business Intelligence destinata in particolare all’analisi dei dati georeferenziati. “Al di là delle analisi geospaziali – nota Rossella Salvi – la soluzione ci offre l’opportunità di approfondire la conoscenza di più fenomeni collegandoli opportunamente per mezzo della dimensione geografica. Siamo così in grado di scoprire relazioni e interdipendenze difficilmente evidenziabili con gli strumenti tradizionali. Ad esempio, possiamo non solo analizzare gli effetti indotti dai flussi turistici sul traffico e sugli incidenti stradali, contestualizzando i fenomeni quantitativi sulle coordinate geografiche, ma anche individuare le aree gravitazionali in cui i fenomeni si manifestano con intensità variabile”.
Il geo-datamart per lo studio dei flussi turistici
Strutturato per passi incrementali, il progetto ha visto l’integrazione delle fonti informative esistenti, dagli archivi creati con rilevazioni ad hoc alle banche dati gestionali (anagrafe, sistema scolastico, mercato del lavoro, ecc.), e l’implementazione del geo-datamart del turismo. Un’applicazione, quest’ultima, che permette di studiare i flussi turistici e le presenze presso le strutture ricettive del territorio provinciale in rapporto a molteplici prospettive di analisi, come la provenienza (con dettaglio del comune italiano o dello stato estero), la contemporaneità con eventi e manifestazioni territoriali, la stagionalità, la tipologia della struttura ricettiva. A breve, il geo-datamart verrà arricchito con rilevazioni che ampliano quelle rese disponibili da Istat in modo da offrire nuove dimensioni di analisi, come la composizione (famiglia, singoli, gruppo), le caratteristiche demografiche (età, sesso, ecc.), il periodo di soggiorno, la permanenza media, il bacino di origine.
Un valore aggiunto per i cittadini e le imprese
Anche se il progetto è in pieno divenire, i risultati raggiunti confermano la giustezza delle scelte funzionali e architetturali. “In primo luogo – conclude Rossella Salvi – le funzionalità di integrazione, di analisi e di reporting accorciano drasticamente i tempi necessari sia per acquisire e per aggiornare i dati, sia per trasformare le informazioni in elementi di conoscenza. In secondo luogo, la creazione di un comune substrato di intelligence ha contribuito a migliorare il coinvolgimento e la collaborazione degli enti territoriali. Infine, l’amministrazione provinciale è in grado di restituire un valore aggiunto di analisi e di conoscenza ai cittadini e alle imprese che forniscono dati alla Pubblica Amministrazione”.