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Il sipario del 2019 si alza all’insegna dell’Intelligenza Artificiale: cosa aspettarci?

Intelligenza Artificiale, Machine LearningDeep Learning sono stati protagonisti nell’anno passato e c’è da aspettarsi che il loro hype non si esaurisca in questo 2019. Certo, un giorno l’AI si consoliderà definitivamente nelle nostre vite, proprio come è successo con altre grandi innovazioni, dalla combustione all’elettricità fino a internet, ma almeno per il prossimo anno – e probabilmente anche più a lungo – all’ordine del giorno non mancheranno novità e sorprese.

Per quanto riguarda il Retail, quest’anno vedrà la consacrazione degli assistenti virtuali: molte aziende, grandi e piccole, hanno già iniziato a implementare chatbot basati sull’AI per rispondere alle domande dei visitatori web, ma anche per assistere i clienti negli store fisici o verificare e qualificare i lead di vendita. Non solo chatbot, ma veri e propri assistenti con un volto e una propria personalità, come ad esempio Ava, assistente dal volto femminile di Autodesk, dotata di una voce che parla “emulando” il mood aziendale. Ava ha avuto molto più successo rispetto ai suoi predecessori, proprio perché il team che l’ha creata ha investito tempo nella formazione della sua persona, in grado di gestire a tutti gli effetti conversazioni con i clienti.

Insomma, l’Intelligenza Artificiale prenderà il controllo del mondo? Andiamoci piano, cerchiamo piuttosto di rintracciare le migliori indicazioni, utili e concrete, per i nostri business nel mondo dei dati. A questo proposito, Forrester Research nel rapporto “Predictions 2019: Artificial Intelligence No Pain, No Gain With Enterprise AI” ha osservato alcuni cambiamenti all’orizzonte nel modo in cui le organizzazioni si approcciano all’AI, prospettando sempre più concorrenza fra i professionisti dei dati con competenze di Intelligenza Artificiale.
Volete farvi un’idea più specifica? Esploriamo insieme alcune tendenze AI del 2019
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1. I Big Data sono ancora “Big”, purché siano anche di qualità

Ricordate i Big Data? Beh, sono ancora “grandi” – e sono perennemente in crescita. Questa è una delle ragioni per cui quello dei Data Scientist è un ruolo sempre cruciale per i CIO e responsabili dei dati. E il punto è sempre quello:  nell’analisi, l’informazione è di qualità solo se la fai con altrettanta qualità.

La sfida più grande per quanti si approcceranno al mondo dell’Intelligenza Artificiale è infatti ancora oggi la necessità di dati di qualità, indipendentemente dallo stato dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale in cui un individuo o un’organizzazione si trova. Se le aspirazioni aziendali in questo senso sono al massimo nel 2019, Forrester prevede comunque un continuo investimento nella buona “vecchia” Data Architecture. Paradossalmente, le tendenze passeranno da AI al consolidamento dell’architettura dati, poiché la maggior parte delle aziende si sta già rendendo conto che introdurre l’AI non può prescindere dal compiere ulteriori sforzi e investimenti per poter contare su un ambiente realmente preparato ad accoglierla.

2. No brain, no gain: la corsa ai migliori talenti 

Come riportato su Forbes, quelle legate all’AI sono tra le competenze in rapida e maggiore crescita su LinkedIn, tanto da aver registrato a livello globale un aumento del 190% dal 2015 al 2017. Se il Machine Learning è il requisito più ricercato, è però il Deep Learning a crescere con il tasso più rapido dal 2015 al 2017, e il numero di nuove posizioni che lo richiedono è aumentato di ben 35 volte nel corso degli ultimi due anni. 
L’Intelligenza Artificiale, insomma, si attesterà come tendenza tecnologica più calda del momento, e due terzi dei decisori aziendali si troverà ad affrontare la difficile ricerca dei migliori talenti in questo ambito, sfida che contemplerà anche qualche difficoltà con la loro fidelizzazione. Paradossalmente, la soluzione potrebbe trovarsi, almeno in parte, nel problema stesso: le aziende useranno l’AI per trovare i talenti dell’AI. E la ricerca si spingerà molto oltre i professionisti “tech” e Data Scientist, perché le aziende avranno bisogno anche di esperti legali, professionisti del mondo del Design, della Customer Experience e molto ancora per addestrare, gestire e fidarsi davvero dei sistemi di Intelligenza Artificiale.

Di certo, i candidati che dimostreranno spiccate doti di Creative Problem Solving, coding, abilità statistiche e resilienza risulteranno favoriti, e – laddove le pratiche di reclutamento tradizionali falliranno – le aziende dovranno dimostrarsi in grado di affidarsi a nuovi approcci e strumenti di selezione: 
quelle più lungimiranti formeranno esperti interni e presumibilmente avvieranno collaborazioni ancora più intense con le Università.
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3. L’AI c’è, ma non si vede

Dal punto di vista dell’esperienza dei clienti – sia interni che esterni – molti dei principali cambiamenti tecnologici degli ultimi decenni sono stati prontamente visibili e tangibili.
L’utilizzo di massa di dispositivi mobili e app? Teniamo letteralmente l’impatto di quel cambiamento nelle nostre mani.
Le molteplici fasi evolutive dei siti ecommerce? Oggi tendiamo a dare tutto per scontato, ma quella trasformazione ha prodotto innumerevoli cambiamenti nel modo stesso in cui interagiamo con le aziende e persino tra di noi.

Beh, l’Intelligenza Artificiale avrà esiti altrettanto significativi, ma la maggior parte delle persone più difficilmente riuscirà a riconoscerla immediatamente. La più grande rivoluzione AI del 2019 potrebbe essere invisibile alla maggior parte di noi, e ciò comporta un particolare pericolo per aziende e imprese: solo perché non è immediatamente visibile come l’AI stia cambiando settori, mercati e modelli di business non significa che non li stia cambiando.

4. La riscoperta delle competenze umane

Non c’è dubbio che il Machine Learning sia uno strumento a dir poco straordinario nell’analisi dei dati per creare, e insostituibile riconoscere pattern, automatizzare le decisioni e fare previsioni che sfuggono alle capacità di ragionamento umano. Nel 2019, tuttavia, i responsabili aziendali dell’AI potrebbero riscoprire dai loro clienti e dai dipendenti più esperti l’importanza dell’Ingegneria della Conoscenza nella codifica, estrazione di regole e costruzione di grafi della conoscenza. Il perché è semplice: la forza dell’Ingegneria della Conoscenza è la saggezza umana e quella del Machine Learning è nei dati: se utilizzati insieme, questi strumenti possono accelerare notevolmente non solo lo sviluppo di applicazioni AI, ma anche e soprattutto il processo decisionale delle aziende e delle imprese di tutto il mondo.
 
Con il passare degli anni, l’Intelligenza Artificiale si è integrata nel nostro mondo quotidiano come nessun altro prima. La tecnologia ha reso i nostri elettrodomestici così intelligenti da ascoltare, capire ed eseguire i nostri comandi… Il futuro Tech promette grandi avventure per il 2019, siete pronti ad accoglierle?
 
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