Il CFO, tradizionalmente, è la persona dei numeri in azienda. La produzione del bilancio, d’altra parte, è la sintesi di una enorme e scrupolosa attività di certificazione di documenti, di controllo di saldi contabili, di regole di business, di produzione di prospetti, di analisi e presentazioni. Per garantire la correttezza di tutti questi numeri, alla squadra del CFO è richiesto il governo del dato lungo tutta la filiera, dal sistema transazionale fino al report della nota integrativa: attività che da sempre richiedono un notevole impegno e una dedizione alla certificazione e alla produzione dei numeri da parte dell’intero dipartimento.
Oltre alle attività di raccolta e certificazione dei numeri, esistono però altre attività a maggior valore come l’analisi, l’approfondimento degli scostamenti e di specifici fenomeni, che spesso risultano sacrificate a discapito delle prime.

Automazione: l’indispensabile boost di velocità e capacità analitiche

Le attività di preparazione, riconciliazione e presentazione del dato sono quelle che tipicamente richiedono più tempo, ma fortunatamente sono proprio quelle che possono essere automatizzate.
Il primo livello di digitalizzazione del CFO, già affrontato da molti negli ultimi anni, riguarda infatti proprio l’automazione: utilizzare sistemi, regole, modelli e procedure per controllare la filiera del dato è il cambiamento che man mano ha ridotto i fogli Excel e automatizzato i processi di consuntivazione e pianificazione. L’automatizzazione non solo libera le persone per attività a maggior valore, ma fornisce all’azienda un incredibile boost di velocità, sicurezza sul dato e capacità analitiche.
La potenza analitica che si può ottenere da un sistema è 10 o 100 volte superiore rispetto a quella che si può ottenere lavorando su soli fogli Excel.

La sfida di oggi? Conciliare esigenze immediate e strategia aziendale

Il percorso evolutivo del CFO, però, non finisce qui.
Non solo automazione dei processi contabili, di chiusura e pianificazione, oggi le domande rivolte al CFO riguardano sempre di più il futuro: a breve termine, perché l’attenzione degli investitori è prima di tutto sui risultati di breve periodo, ma anche un futuro a lungo termine, sul quale si sviluppa la strategia dell’azienda.
Gli scenari sociali ed economici che ci aspettano nei prossimi anni sono incerti, i mercati stanno cambiando velocemente e le aziende per poter mantenere la leadership devono saper approfittare del cambiamento.
Le variabili che determinano il futuro a lungo termine sono variabili interne ed esterne: contesti macroeconomici, competitor, investimenti, nuovi prodotti, mercati. Il CFO non si trova quindi solo a dover raccontare dei numeri ma si trova a dover immaginare degli scenari economici, a dover simulare scenari diversi a fronte di condizioni diverse che si potrebbero verificare.
Nel recente podcast Inside the Strategy Room di McKinsey, viene evidenziato proprio questo come punto cruciale della sfida: trovare il giusto equilibrio tra tempo, investimenti e risorse da dedicare da una parte al core business dall’altra a modelli innovativi che permettano di cavalcare il cambiamento.

Diventare leader digitali con algoritmi e modelli predittivi

Algoritmi e modelli predittivi sono il secondo livello di digitalizzazione del CFO. Una volta che il processo del dato è stato automatizzato, quello che si può richiedere alla macchina è di dare risposte trovando regole di business a partire dai numeri. Questa abilità è resa possibile proprio dalla macchina. Non è sufficiente una squadra di esperti Excel per estrapolare dai dati ciò che può scovare un algoritmo.
Gli algoritmi aiutano a identificare le cause degli scostamenti fra il consuntivo e il budget, aiutano a stimare la domanda, aiutano ad ottimizzare i magazzini, aiutano a stimare gli impatti di un investimento, aiutano ad identificare pattern di business virtuosi o dannosi. Gli algoritmi aiutano ad elaborare scenari prospettici secondo il best case e il worst case.
Algoritmi e modelli predittivi richiedono tecnologie diverse rispetto a quelle utilizzate in precedenza, richiedono un’evoluzione dei sistemi, perché i sistemi devono macinare enormi quantità di numeri, scenari, simulazioni e devono farlo in tempi brevi. Stiamo assistendo in questi anni ad una vera e propria rivoluzione delle tecnologie a supporto dei sistemi aziendali. Questa rivoluzione è ben visibile guardando i grandi player del Cloud, dei database in memory, del Data Viz e degli Advanced Analytics.
È così che il CFO sta maturando un ruolo sempre più trasversale all’azienda, perché da persona dei numeri sta diventando persona dei sistemi. La sua posizione gli permette di essere uno dei più validi interlocutori per gli altri Direttori di funzione per guidare l’intera azienda nel percorso di cambiamento verso la digitalizzazione.


Francesco Gessoni, Senior Manager

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