La sfida di Regione Emilia-Romagna per sconfiggere Covid-19 con i Big Data - Iconsulting

Intervista a Claudio Voci,
Responsabile Data Warehouse e Business Intelligence in ambito sociosanitario – Regione Emilia-Romagna

L’emergenza Covid-19 coinvolge tutta la Nazione e i sistemi sanitari e di protezione civile regionali che sono in prima linea 24/7 a supporto dei cittadini. La Regione Emilia-Romagna è impegnata nel gestire e contenere al meglio la diffusione utilizzando tutte le risorse, strumenti e tecnologie a propria disposizione.

I decisori e analisti regionali hanno compreso fin da subito come dati e algoritmi possano fare la differenza nel guidare le decisioni sia sui piani operativi che strategici.
In questi giorni concitati chi lavora per il territorio ha infatti bisogno di dati aggiornati, certificati e fruibili in tempo reale per decidere e gestire con la massima consapevolezza le risorse, la logistica necessarie a supportare le direzioni generali e sanitarie.

Iconsulting in questo contesto sta affiancando, ogni giorno e senza soluzione di continuità, la task force della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna per raccogliere, integrare, analizzare e rendere fruibili in modo tempestivo i dati e le informazioni necessarie a Regione, Sistema Sanitario e Protezione Civile.
Dai primi casi di contagio fino alla tragica situazione attuale, la corsa per comprendere e monitorare cosa stia realmente accadendo è senza sosta: dai professionisti sanitari che lavorano in prima linea, ai referenti ICT regionali che gestiscono dati e informazioni, tutti sono coinvolti in una frenetica ricerca di soluzioni attraverso l’uso di algoritmi e l’analisi di Big Data cresciuti esponenzialmente nella complessità e nei volumi, giorno dopo giorno, insieme alla pandemia.

L’iniziale esigenza di monitorare i pazienti ricoverati, domiciliati e sottoposti a tampone, si è ben presto evoluta nel dover comprendere i trend incrociando dati clinici, del territorio, delle strutture sanitarie, della logistica, degli operatori sul territorio, di censimento etc.  

Covid-19 è il nemico invisibile e si può sconfiggere anche con i dati.
Di questo è pienamente convinto Claudio Voci – Responsabile Data Warehouse e Business Intelligence in ambito socio-sanitario presso Regione Emilia-Romagna – il quale ci racconta in questa breve intervista, come stanno affrontando l’attuale emergenza.

Dott. Voci, come il Coronavirus ha cambiato la Regione Emilia-Romagna?

Siamo la seconda regione per numero di contagi, ma abbiamo un sistema sanitario d’eccellenza in Italia e dobbiamo garantire che questo livello venga mantenuto anche in un momento difficile come questo. Per fare ciò si sono mobilizzate tutte le forze su tutti i livelli: il livello ospedaliero e territoriale, le aziende sanitarie, la regione, la protezione civile etc. C’è quindi molta più comunicazione di prima e grande aspettativa per avere tempestivamente dati ed elaborazioni. Come ICT ci troviamo a dialogare, in continuazione e senza sosta, con diversi team di persone sia verso il territorio che verso la Regione/Ministero che hanno bisogno delle nostre elaborazioni per agire in fretta.
La più grande difficoltà è stata proprio quella di trovare metodologie e strumenti da usare con immediatezza e capaci di adattarsi al contesto in continua evoluzione.

Siamo partiti da dover raccogliere i dati con dei vincoli stringenti sui tempi di messa a disposizione, poi il problema è stato garantirne la copertura senza dati mancanti, poi il livello qualitativo, cercando di non esasperare eccessivamente le organizzazioni territoriali già molto impegnate sul campo, che comunque si sono dimostrate molto collaborative nel rispondere a tutte le richieste. A loro rivolgo un sentito grazie per quanto già fatto.

Come vi siete strutturati per far fronte all’emergenza?

Abbiamo creato una task force interna all’ICT Regionale che lavora 7 giorni su 7, dalla mattina presto a sera tardi. Non esistono praticamente orari, ma si lavora per obiettivi su attività che vengono completate entro una o massimo due giornate, e ci si interfaccia tutti i giorni con tutti gli interlocutori. I dati servono anche nel weekend per i bollettini regionali e della protezione civile e il territorio ha bisogno di assistenza continua nell’inserimento dei dati. Lavoriamo tutti da remoto e internet ci viene in aiuto con la connettività. Usiamo gli strumenti di collaborazione di Microsoft Office 365 e il Cloud Azure per le elaborazioni e le visualizzazioni.

Quali sono i dati di cui avete bisogno per gestire l’emergenza?

Sin dall’inizio dell’emergenza ci siamo trovati ad avere la necessità di raccogliere dati per diverse finalità e per diversi interlocutori. Le esigenze variavano nei giorni e durante il giorno per l’evolversi della consapevolezza della situazione, ma richiedevano sempre di agire con la massima rapidità. In un simile contesto non c’è stato tempo di creare “palazzi” infrastrutturali, ma abbiamo anche noi dovuto agire creando “tende”, che ci hanno però consentito di gestire il tutto con la necessaria tempestività.

In prima battuta abbiamo messo a disposizione una modalità che consentisse di raccogliere i dati per identificare i pazienti con Covid-19, i posti letto per poter monitorarne i disponibili, quelli aggiuntivi creati per i pazienti di Covid-19 etc.
Nei giorni ci siamo poi strutturati per integrare i dati relativi a tamponi e dati di laboratorio e si sono predisposti degli automatismi per integrare e verificare il livello qualitativo di quanto acquisito così da avere una proiezione giornaliera verificata.

In un secondo momento abbiamo poi attivato dei flussi con le aziende per ricevere i dati di accessi ai Pronto Soccorso e ricoveri in modo strutturato e tempestivo. Ogni azienda in funzione delle loro disponibilità ci forniva i dati nel formato a loro preferibile ma con un subset minimo di informazioni che sono state poi integrate ed uniformate centralmente per le analisi interne. Questo ci ha consentito di mettere a disposizione analisi di dettaglio e aggiornate con i dati critici per il monitoraggio delle strutture ospedaliere.

Come avviene l’analisi dei dati?

Seguiamo l’urgenza e abbiamo domande di dati/elaborazioni in continuazione, spesso con specifiche che cambiano da una interazione all’altra. Abbiamo maturato la capacità di trasformare le richieste spot in elaborazioni automatizzate, lavorando in modo Agile e a stretto contatto con i referenti delle varie strutture. Nella fase di definizione delle specifiche tutto il team è presente, poi mentre si sviluppa si condividono i risultati intermedi per garantire che stiamo lavorando nella direzione giusta. Lavorare su Cloud permette di essere più vicini ai referenti, ma crea anche aspettativa sui decisori che accedono ai contenuti in tempo reale e si aspettano anche che gli aggiornamenti siano altrettanto veloci.

Ci può raccontare un aspetto o una soluzione che vorrebbe far emergere?

Una della prime esigenze è stata quella di evidenziare il contagio all’interno delle strutture socio-sanitarie. I flussi amministrativi disponibili erano aggiornati al 31.12.2019. Per potere offrire informazioni più aggiornate è stato sviluppato un algoritmo che ha identificato gli ospiti delle strutture sulla base dell’indirizzo di domicilio/residenza che normalmente viene registrato con quello delle strutture in cui sono ospiti. Questo ha permesso di rendicontare i casi di Covid-19 positivi tra gli ospiti delle strutture accreditate e private.
Inoltre, in questi momenti i decisori hanno necessità di acquisire le informazioni in forma grafica di immediata lettura, motivo per cui sono stati introdotti sistemi di visualizzazione dei dati georeferenziati necessari per individuare i focolai.

Quali sono stati gli elementi chiave per essere all’altezza di questa sfida?

In primis l’aspetto umano è risultato fondamentale per gestire l’imprevisto. Bisogna imparare a vivere con l’incertezza. È una sfida che si vince tutti insieme come squadra, lavorando a stretto contatto e in modo agile.
È fondamentale il supporto della tecnologia non solo come connettività ma anche come strumenti che permettono di lavorare in modo veloce. Internet e cloud sono stati fondamentali per il lavoro da remoto, nello specifico è stato utilizzato TEAMS.

Infine, la capacità organizzativa di gestire i picchi di lavoro orientandosi all’urgenza e agendo tempestivamente ma in modo strutturato. Grazie anche al supporto prezioso di Iconsulting che ci affianca in Business Analytics è stato possibile scalare velocemente in base alle richieste.

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