Qualità e sicurezza: servizi di Facility Management sempre più "tech" per nuove abitudini - Iconsulting

Intervista a Stefano Donati, Amministratore Delegato – H2H Facility Solutions

Stefano Donati
Amministratore Delegato di H2H Facility Solutions

Nuove misure e nuovi standard operativi stanno plasmando il mondo di oggi, dando vita ad una realtà senza precedenti.
Industrie, aziende e attività commerciali, oltre naturalmente a istituiti come ospedali, case di cura e scuole hanno modificato le proprie abitudini per mantenere un’alta soglia di sicurezza sanitaria e, mai come ora, l’intera società sta impiegando risorse per garantire la migliore igiene ambientale.
Per questo, i riflettori sono puntati sui servizi di Facility Management: uniti alle precauzioni individuali quotidiane, sono infatti questi servizi a svolgere un ruolo vitale per permetterci di tornare a vivere in ambienti sicuri, sia in termini di prevenzione al contagio sia come tutela del lavoro di ogni persona.
In un mercato ancora in cerca di equilibrio fra le modalità “old style” e “smart”, quali trasformazioni sta vivendo il mondo del Facility Management e quali sono le opportunità per il futuro del settore? Ne abbiamo parlato con Stefano Donati, Amministratore Delegato di H2H Facility Solutions, realtà dinamica e innovativa del Gruppo Rekeep, che si occupa della gestione di oltre 15.000 immobili.

Business Continuity e sicurezza delle persone non sono priorità “nuove”, ma certamente oggi sono più che mai al centro dell’attenzione. Da questo punto di vista quale è stato l’impatto della attuale situazione sanitaria sulla vostra realtà? E se lo ha fatto, come l’ha cambiata?

L’impatto del Virus sulla nostra realtà, come per tutti, è stato senz’altro destabilizzante. Sul fronte operativo abbiamo dovuto fronteggiare, specialmente nel primo mese di lockdown, situazioni estremamente complicate. Le difficoltà inerenti il reperimento dei dispositivi di sicurezza, l’estrema confusione delle informazioni, l’assenza di qualsivoglia precedente esperienza analoga ha messo a dura prova la nostra organizzazione. Il nostro impegno attivo ha tuttavia garantito condizioni di sicurezza per i tutti i nostri dipendenti e per i nostri clienti. Possiamo dire che l’emergenza sanitaria ha, in effetti, portato vari cambiamenti ma trovo che il rafforzamento dello spirito di solidarietà e la coesione delle persone H2H ed anche tra H2H e i clienti, sia uno degli effetti più interessanti e significativi riscontrati nel corso e successivamente all’emergenza.

Avete rintracciato significative trasformazioni nella domanda di servizi alle aziende?

Per quanto attiene il Facility Management l’attenzione alla salubrità e pulizia degli ambienti si è senz’altro tradotta in una maggior domanda di servizi afferenti alla sfera dell’igiene ambientale. Contestualmente le attività legate alla manutenzione e/o ristrutturazione degli immobili ha subito un drastico rallentamento. Più in generale possiamo dire che la domanda ha registrato e sta registrando modifiche sostanziali dettate da un repentino cambio di abitudini delle persone. Non c’è dubbio che a parità di consumi la gente abbia privilegiato modalità “e-commerce” o che ad esempio, per quanto attiene il turismo, località in campagna, montagna o collina siano state preferite alle grandi città d’arte. La situazione è tuttora fluida e saremo in grado di valutare appieno i reali cambiamenti solo ad emergenza sanitaria effettivamente chiusa. Tuttavia, possiamo già asserire che d’ora innanzi sarà determinante avere, più di prima, un approccio snello, duttile ed estremamente aperto ai cambiamenti. Ci troviamo ad operare in un mercato ancora più dinamico: se ieri organizzazioni rigide e restie al cambiamento erano a rischio, da oggi in avanti direi che sono sostanzialmente spacciate.

Igienizzazione, qualità dell’aria, utilizzo di nuove tecnologie: quali sono oggi le sfide e le opportunità per il mondo del Facility Management?

Penso che la vera sfida portata dall’emergenza sanitaria sia  la maggiore focalizzazione sulla qualità del servizio da parte dei clienti. Questa sfida va vista, come spesso accade, anche come una opportunità. Solo le aziende che investiranno attivamente sotto un profilo prettamente industriale avranno buone probabilità di successo nell’immediato futuro. Tecnologie e innovazione dovranno sempre più essere finalizzate alla qualità del servizio e/o a rendere economicamente sostenibile un innalzamento del livello qualitativo delle performance. Ritengo che ci sarà sempre meno spazio per realtà non fortemente concentrate sul fare bene e meglio il proprio lavoro.

La vostra Vision rintraccia il benessere aziendale nella creazione di uno spazio di lavoro a portata di essere umano, oltre che confortevole.
D’altra parte, il nome della società, H2H ovvero “Human to Human”, non lascia dubbi.
Questa nuova dimensione “contact-less” cosa ha tolto e cosa ha apportato? E come possiamo immaginare ora il workplace del futuro?

Premesso che, a mio avviso, il mercato del lavoro deve ancora trovare un vero equilibrio tra modalità “old style” e modalità “smart”, si può sicuramente asserire che la tendenza vede in netta crescita questa ultima modalità. Tutto ciò si concretizza in accelerazione di un trend che tutto sommato era già in corso.
Il workplace del futuro non si differenzierà, in modo significativamente diverso, da come tante aziende lungimiranti avevano già concepito e predisposto gli ambienti di lavoro. Quello che sta accadendo consiste in un definitivo sdoganamento (potremmo dire forzato) con contestuale diffusione su larga scala di pratiche che, in ultima istanza, produrranno un netto miglioramento nel cosiddetto ”work-life balance” delle persone, e un conseguente impulso allo sviluppo di tecnologie smart e contact-less.

La vostra è una realtà dinamica e innovativa, che investe significativamente in Ricerca e Sviluppo. Nei primi difficili mesi del 2020, che importanza hanno avuto le nuove tecnologie nel vostro modo di lavorare? E quali sono, dal punto di vista tecnologico, i progetti futuri?

L’elevato livello di digitalizzazione a cui H2H è approdata ci ha consentito di passare repentinamente e senza problemi a una modalità di lavoro 100% smart per tutto il personale impiegatizio. Attualmente abbiamo in corso importanti progetti che ci consentiranno di allargare l’utilizzo di tecnologie e processi innovativi a beneficio del personale operativo.    

Il nostro modo di vivere ha conosciuto una trasformazione rapidissima. Lavoratori, studenti e bambini: ci stiamo tutti orientando in una nuova normalità. Da padre oltre che da professionista, come raccontare la nuova realtà ai più giovani?

Stiamo assistendo ad un rapidissimo cambiamento che ci ha messo tutti davanti alla necessità di dover rispettare nuove regole e comportamenti. Regole a volte antipatiche e non sempre agevoli da applicare. Io penso che ai più giovani vada raccontata la nuova realtà in chiave educativa, spiegando come regole e comportamenti siano importanti e come gli stessi possano avere un impatto diretto sulla della collettività.


Stefano Donati è Amministratore Delegato di H2H Facility Solutions, azienda da sempre attenta alla combinazione tra innovazione e benessere delle persone che vivono gli immobili.
L’azienda offre un’ampia gamma di servizi altamente innovativi – frutto della collaborazione di istituti e organizzazioni di alto livello come il CERN, la Stanford University e l’Università di Modena e Reggio Emilia – tutti gestibili e monitorabili attraverso un sistema informatico all’avanguardia in grado di garantire trasparenza, gestione e controllo delle attività in tempo reale.

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